Nel leggere la delibera n. 849 del 17 giugno 2026 dell'ASP di Cosenza, a qualcuno è venuto il dubbio che sull'elisoccorso servissero champagne ai poveri pazienti. Nella delibera, infatti, vengono liquidate al raggruppamento temporaneo di imprese Elitaliana A&T Srl (ex Elitaliana Srl)-Elilombarda Srl-Avincis Aviation Spa 5.053.528, 70 euro per il servizio di elisoccorso per il periodo marzo-maggio 2026. Facendo un rapido calcolo il servizio costerà ai calabresi 1.684.509,57 € al mese, circa 20.214.114,80 € l'anno ovvero 55mila euro al giorno.

Una cifra che per qualcuno è davvero esagerata anche perché viene dirottata verso la Lombardia, regione verso la quale già abbiamo una consistente emigrazione sanitaria e verso la quale la sanità calabrese sembra avere una specie di affinità elettiva.

Lo studio su sei nuovi siti di elisoccorso

Ma non è finita qui visto che nella delibera viene previsto un altro esborso. Per la verifica preliminare e lo studio aeronautico di sei nuovi siti di elisoccorso (Longobucco, Vibo Valentia, Serra San Bruno, Rende, Soveria Mannelli e Catanzaro), è prevista una spesa una tantum di 74.880,00 € , affidata dall'Ati vincitrice dell'appalto, ad una società di Palinuro in subappalto. Sempre nella delibera, poi, è previsto anche, alla luce del passaggio dell'Elisoccorso di Lamezia Terme dall'aeroporto Sant'Eufemia al Presidio Ospedaliero “San Giovanni Paolo II”, l'attivazione del servizio compresa di prevenzione incendi a servizio dell'Elisuperficie, con un incremento di spesa, a partire dall'attivazione della medesima Elisuperficie, di 32.940,00 € Iva. In totale sono altri centomila euro impegnati.

Questi soldi sono stati trasferiti da Azienda zero all'Asp di Cosenza che resta responsabile dell'organizzazione del servizio di emergenza/urgenza territoriale in attesa della piena operatività della nuova creatura voluta dal presidente Occhiuto.

Elisoccorso, il Codacons contesta i costi

Dicevamo che la delibera ha suscitato perplessità, soprattutto in Francesco Di Lieto, del Codacons che ne ha contestato il costo, ha detto che con questi soldi si sarebbe potuto finanziare un adeguato servizio di 118 su ambulanza in tutta la Calabria e poi ha parlato di colonialismo sanitario. «Finanziamo i colossi lombardi per volare sopra le nostre teste - scrive Di Lieto - e poi compriamo a caro prezzo i loro scarti stradali per viaggiare lontano i malati calabresi a terra». Il riferimento è all'acquisto delle ambulanze di seconda mano effettuato, sempre dall'Asp di Cosenza, dall'Areu (Agenzia regionale dell'emergenza-urgenza lombarda). Si tratta di ambulanze che avevano superato di 200mila km in qualche caso e che noi abbiamo comperato a prezzi stracciati. L'operazione è costata quasi mezzo milione di euro ed è al centro di un esposto dello stesso Codacons alla Corte dei Conti per presunto danno erariale.

«Qui sta il cortocircuito di un sistema totalmente capovolto, dove un medico a bordo del 118 viene trattato alla stregua di un lusso insostenibile – scrive Di Lieto – e le ambulanze vengono sistematicamente de-medicalizzate per risparmiare pochi spiccioli, lasciando le nostre comunità sguarnite e isolate. Ma quando il territorio è deserto e la situazione precipita, la paura fa 90: a quel punto non resta che chiamare l'elicottero privato, pagando tariffe d'oro per rincorrere dall'alto un'emergenza che si doveva e si poteva gestire a terra. Il paradosso e l'umiliazione per la nostra terra diventano totali quando si guarda alla gestione dei mezzi su gomma».

De Salazar: «Ma quale scandalo, appalto in linea con altre regioni»

Sul punto abbiamo sentito Vitaliano De Salazar, commissario straordinario dell'Asp di Cosenza secondo il quale non c'è nessuno scandalo. «Dobbiamo capire che la sanità costa, anche se i servizi sono gratuiti per i cittadini. L'appalto vinto dalle milanesi è perfettamente in linea con quanto viene pagato in altre regioni perché l'elisoccorso costa sia quando è in volo, sia quando è fermo alla base» . Andando a spulciare cosa succede nelle altre regioni, scopriamo che il servizio in Lombardia costa circa 18 milioni l'anno, in Emilia Romagna 22 milioni, in Toscana 18 milioni. Certo si tratta di regioni molto più popolose della Calabria. Ma in Umbria che ha 850mila abitanti la spesa è di oltre sette milioni l'anno. Insomma più o meno ci può stare come spesa.

Resta il problema del perché non si privilegia il soccorso su ambulanze e perché si sono acquistate le vecchie ambulanze lombarde. De Salazar, in carica da pochi mesi, dice che quelle ambulanze stanno viaggiando anche se per soccorsi di secondo livello e che ogni cosa va contestualizzata. «All'epoca eravamo all'anno zero del servizio 118. C'erano solo una manciata di volontari che si impegnavano a garantire un servizio che però sulla carta non c'era. Aggiungo che non c'è nessuna fissazione con la Lombardia, ma appalti come quelli dell'elisoccorso partecipando tre/quattro aziende al massimo perché non tutti sono in grado di offrire un servizio simile. Dobbiamo poi anche considerare l'orografia calabrese. Raggiungere centri interni, con il nostro sistema stradale non è facilissimo. Ritengo sia molto meglio avere un servizio, certamente costoso, ma efficiente di elisoccorso che permette ai pazienti di raggiungere gli ospedali hub in una manciata di minuti» .