Determinanti le dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia tra cui l’esecutore materiale del delitto. Il fatto di sangue maturato nel contesto di una lotta interna ai clan (ASCOLTA L'AUDIO)
Erano riusciti a sottrarsi all'esecuzione di una misura cautelare. Rintracciati nel paese dell'America Latina e trasferiti in Spagna, ora sono stati rimpatriati (ASCOLTA L'AUDIO)
Il Riesame di Catanzaro ha disposto l’annullamento della custodia cautelare in carcere accogliendo l’istanza della difesa. L’indagato era stato estradato in Italia all’inizio di agosto
Al centro una delle figure chiave della guerra di mafia nelle Preserre vibonesi, Giovanni Emmanuele, finito nella lista nera di Luni Mancuso “Scarpuni”. Il reggente del clan di Gerocarne non riusciva neppure a capire chi fosse Filippo, ucciso per errore il 25 ottobre 2012
Le dichiarazioni di Emanuele Mancuso: «Ecco perché ne parlo soltanto adesso…». Il narrato coincide con quanto riferito ai pm da Antonio Cossidente, ma collide con alcune controverse intercettazioni agli atti dell’inchiesta “Maestrale-Cartagho”
La rivolta pilotata da mafiosi, massoni deviati e terroristi neri. Il blitz nel meeting mafioso in Aspromonte del 1969 scaturito dalle delazioni che i De Stefano avrebbero indirizzato al questore Santillo: loro sfuggirono, i vertici della mala tradizionale furono arrestati
Il 15 agosto del 2007 fa il mondo scopriva ferocia e potenza delle cosche calabresi. Ma la mattanza in terra tedesca segnò l’involontaria fine della strategia della sommersione, aprendo una stagione di grandi inchieste che alzò definitivamente il livello delle indagini
VIDEO | Non solo Inzitari. Da Bartuccio a De Masi: 150.000 euro per far saltare in aria un uomo sotto scorta. A rischio anche alcuni collaboratori di giustizia. Le rivelazioni del pentito Formosa: «Eravamo un gruppo di fuoco satellite che doveva favorire pure altre famiglie mafiose»
Nel provvedimento del gip di Catanzaro vengono evidenziate le analogie tra i due agguati mafiosi: il primo avvenuto nel 2017 a Corigliano Rossano, l'altro a Pesaro nel 2018
VIDEO | L’imprenditore che ha pagato il prezzo più alto. Dall’assassinio del figlio all’infamia di una condanna «ingiusta»: essere considerato colluso dei mafiosi che ha denunciato e gli hanno distrutto la vita
Il collaboratore Formosa racconta il viaggio da Brescia a Polistena, poi il piano fallito in un residence vicino al confine con la Basilicata e l'azione di fuoco non andata a buon fine nel piazzale de "I Portali" di Corigliano Rossano. Il movente? L'imprenditore aveva testimoniato contro i sodalizi mafiosi reggini (ASCOLTA L'AUDIO)
Il fatto di sangue avvenne ai Portali, il noto centro commerciale situato lungo la strada statale 106 Jonica. La vittima è il padre di Francesco, il 18enne ucciso nel 2009 a Taurianova
Il provvedimento ha riguardato sette fabbricati intestati al professionista e ai suoi familiari, tutti ubicati nella cittadina ionica (ASCOLTA L'AUDIO)
VIDEO | Il blitz della Polizia di Stato. Le persone arrestate sono indiziate, a vario titolo, di associazione mafiosa, favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena (ASCOLTA L'AUDIO)
La figlia del giudice afferma di aver finito parole, pazienza e speranza, stigmatizzando la scarsa celerità della magistratura nella ricerca della verità. Tutti i dubbi su una scelta che spacca ulteriormente il fronte dell’antimafia
Il 9 agosto 1991 il giudice venne ucciso a Piale di Villa San Giovanni. Doveva sostenere l’accusa nel maxiprocesso a Cosa Nostra. Tentarono di avvicinarlo, ma fu incorruttibile. Fu un passaggio cruciale nell’alleanza tra le mafie
Sigilli a sei fabbricati, un terreno e una ditta. Il destinatario, condannato per associazione mafiosa e traffico di droga, avrebbe ricoperto un ruolo apicale all'interno del clan
'U Galatrisi ucciso a Nicotera nell’anniversario dell’omicidio Cedro a Gioia Tauro, pochi mesi prima la scomparsa di Salvatore Drommi, nel 2011 l’eliminazione di due dei più potenti broker della ‘ndrangheta, Vincenzo Barbieri e Mimmo Campisi: agguati e moventi nel racconto del pentito
Nelle motivazioni della sentenza di primo grado del processo Gotha, i magistrati riportano un'intercettazione in cui Paolo Romeo fa riferimento al sostegno elettorale che l'ex governatore calabrese avrebbe ottenuto dalla cosca reggina
Salvatore Morfò è finito ai domiciliari poiché avrebbe minacciato il professionista dopo la decadenza della concessione demaniale del lido balneare di famiglia
La consigliera regionale del Pd esprime soddisfazione: «Si tratta di una proposta aperta suscettibile di miglioramenti che andrà contestualizzata meglio nella realtà attuale»
Considerato uno dei principali broker a livello internazionale e ricercato da quattro Procure tra cui quella di Reggio Calabria, era finito in manette a giugno dopo una latitanza durata diversi mesi