Le puntate della trasmissione sulla 'ndrangheta con al centro la storia di Nicola Gratteri tolte da settimane. Alla base della decisione le contestazioni del collaboratore di giustizia, che denuncia un anonimato insufficiente e possibili rischi per la propria sicurezza. La produzione respinge le accuse ma conferma la sospensione dell'opera
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Al centro della rimozione della fortunata docuserie World Wide Mafia, andata in onda sulla piattaforma Disney+ il 20 maggio scorso vi sono questioni di sicurezza che riguardano il collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso, unico esponente della nota e potente famiglia di ‘ndrangheta del Vibonese a decidere di saltare il fosso e parlare con la magistratura. Mancuso, dopo il lungo e travagliato percorso che lo ha portato a collaborare con la giustizia, vive in località protetta sottoposto a un rigido programma di protezione che ne garantisce l’incolumità.
Nella docuserie, registrata nel 2021 - incentrata sulla figura del procuratore Nicola Gratteri e del pool che ha istruito il maxi processo Rinascita Scott contro la ‘ndrangheta vibonese – Mancuso è uno dei protagonisti principali.
World Wide Mafia, problemi in post produzione
L’iniziativa di rimuovere le puntate è partita dallo stesso Mancuso il quale, spiega il suo legale Antonia Nicolini, dopo aver guardato la serie, ha ritenuto che non fossero state rispettate tutte le accortezze per garantirgli l’anonimato del quale deve godere in località protetta. Mancuso ha ritenuto che a mettere in pericolo la sua nuova identità vi fossero questioni di post produzione legate al mancato camuffamento della voce e alla scarna sfocatura di volto e corpo che ne renderebbero facilmente riconoscibile la fisionomia.
Immediate sono state le comunicazioni che Mancuso ha avviato, tramite l’avvocato Nicolini, con gli addetti alla produzione.
Non ottenendo le rassicurazioni sperate, il 29 maggio scorso il legale di Mancuso ha inviato una diffida formale alla società Ibc Movie srl (che ha prodotto la docuserie) e alla The Walt Disney Company Italia srl (co-produttore ed editore della serie scritta e diretta da Jacques Charmelot) per chiedere la rimozione integrale e definitiva della docuserie “World Wide Mafia, ‘Ndrangheta” dalla piattaforma di streaming Disney+ oltre che dai canali social.
La diffida
In cosa consiste il pericolo che ha messo in allarme il collaboratore? In sostanza, è scritto nella diffida, «non si è provveduto, nonostante tutte le rassicurazioni fornite anche in sede di registrazione, né all’oscuramento completo del volto e del corpo del signor Mancuso Emanuele, né all’integrale alterazione del timbro vocale, rendendolo così pienamente e immediatamente riconoscibile».
L’avvocato, per conto del collaboratore, sottolinea che è facile l’individuazione dei tratti somatici di Mancuso il cui volto non è coperto «da una fitta griglia di pixel» o da una sfocatura totale. E questo metterebbe in serio pericolo la «mimetizzazione» del collaboratore nella località protetta.
Le ragioni della Ibc Movie
A questa richiesta da parte di Mancuso sono seguiti una serie di messaggi e lettere tra l’avvocato Nicolini e l’avvocato Maurizio Feverati, legale della Ibc Movie la quale difende il proprio operato affermando di aver prestato fede a tutti gli obblighi contrattuali e ritenendo, tra l’altro, «poco convincente la argomentazione secondo cui la riconoscibilità della voce e del volto del Suo assistito (Mancuso, ndr) rappresenterebbero una minaccia per la sua incolumità. Le puntate infatti, prima di essere diffuse sulla piattaforma, sono state visionate ed autorizzate dagli Uffici Competenti; in ogni caso, volto e voce del Suo assistito risultano presenti da anni ed in maniera invasiva, in rete». A queste affermazioni è stato risposto che i contenuti di cui si parla sono reperibili solo tramite una ricerca attiva per nominativo mentre la docuserie consente l’immediata riconduzione al collaboratore e alla sua originaria identità.
La rimozione della docuserie
Nonostante la Ibc Movie abbia prospettato di agire per risarcimento danni, tuttavia, ha dato disponibilità di voler risolvere in modo bonario la vicenda visto che la società «già si è attivata chiedendo a Disney l’immediata sospensione della docuserie "World Wide Mafia, 'Ndrangheta" che, dal 4 giugno 2026, è stata rimossa dal servizio Disney+». La società si impegna a provvedere a «ulteriori interventi editoriali volti ad accrescere ulteriormente il livello di anonimizzazione del Sig. Mancuso nella Docu-serie».
La revoca della liberatoria
La diatriba epistolare, in effetti, era proseguita fino a che il collaboratore non aveva deciso di revocare la liberatoria. Al momento ad averla spuntata sono le ragioni esposte da Mancuso dal momento che dal 4 giugno la docuserie è stata rimossa dalla piattaforma Disney.
Raggiunto al telefono da LaC News24, l’avvocato Feverati ci ha detto di aver seguito «la parte legale della produzione ma non ho idea di cosa sia successo dopo, men che meno dopo che la serie è stata messa in piattaforma. Deve parlare con Disney».
Feverati non intende parlare neanche delle interlocuzioni che ha avuto con l’avvocato Nicolini: «Dovete parlare con Disney perché è l’editore», ci dice.
Abbiamo, naturalmente, cercato un contatto con Disney per avere una dichiarazione ufficiale sul perché la docuserie sia stata rimossa. Ai vari numeri chiamati ci hanno consigliato di inviare delle mail. Lo abbiamo fatto e ci è stato risposto che, in effetti, la serie non è più disponibile perché il team di produzione sta esaminando alcuni aspetti della post produzione.
Questioni di sicurezza
Dal canto suo, l’avvocato Antonia Nicolini afferma che «è stato indispensabile agire così per questioni di sicurezza». Rumors parlano di questioni economiche in sospeso. «Nessuna questione economica – ribatte l’avvocato – Emanuele Mancuso ha concesso l’intervista senza percepire e tanto meno chiedere nessun compenso già nel 2021. Qui si tratta solo di delicate questioni di sicurezza».


