Tanti interventi nell’assemblea convocata dopo le bombe piazzate dal racket. L’Ala invita gli imprenditori a trasformare la paura in coraggio: «La città non è più quella di 20 anni fa». L’assessore regionale Montuoro: «Lo Stato c’è». Maggioranza e opposizione trovano il modo di litigare sugli interventi, il sindaco Murone si scusa e invita a evitare scontri sterili
Il percorso educativo, giunto alla seconda edizione, è coordinato da Giancarlo Costabile del corso di Pedagogia dell’Antimafia dell’Università della Calabria e coinvolge studenti e istituzioni locali per promuovere civismo, legalità e cultura della responsabilità
Provvedimento eseguito dai carabinieri nel quadro delle indagini che hanno svelato gli interessi economici delle cosche nel Crotonese. L’immobile del valore di 30mila euro è sede di un’attività commerciale
Inizia la requisitoria nel maxi processo a 146 persone coinvolte nell’inchiesta che ha svelato l’alleanza tra clan calabresi, Cosa nostra e camorra. Tra due giorni le richieste di condanna per il rito abbreviato
Per il sondaggio Demos-Libera, i clan inquietano ma non scuotono più. Le cosche calabresi fanno paura al 26% del campione, camorra in crescita. L’84% dei cittadini punta sulla confisca dei beni ma la considera troppo costosa per lo Stato. E la rassegnazione si fa strada
Erano stati coinvolti nel 2016 nell’operazione Borderland in quanto figure di primo piano del sodalizio mafioso inserito nella locale di Cutro facente capo ai Grande Aracri
Ecco cosa ha detto il conduttore di Report alla commissione parlamentare antimafia. Nell’audizione del giornalista le intimidazioni ricevute da un narcotrafficante legato ai clan calabresi e le parole ascoltate in carcere dal pentito Bonaventura
Dal narcotraffico a Hezbollah, la storia di Khamays, alleato di Rocco Morabito, rivela un sistema globale di alleanze criminali tra Sud America, Balcani e Calabria. L’audizione delle autorità argentine in Commissione antimafia lancia l’allarme sulle convergenze criminali
L’uomo era stato minacciato per non aver ripagato un prestito: 30mila euro che il giorno dopo erano diventati 35mila. Nel processo a Firenze caduta l’aggravante di aver agito con metodo mafioso
Il provvedimento ha colpito un pluripregiudicato attualmente detenuto, si sarebbe avvalso di prestanome per reinvestire i proventi della vendita di droga. Sigilli anche un bar, a un distributore di carburante e a 15 autorimesse
L’ex narcotrafficante racconta i rapporti tra i boss e la curva bianconera tra il 2011 e il 2012: un rampollo del clan Pesce-Bellocco si era infiltrato tra gli ultrà
Nei verbali di William Cerbo ci sono riferimenti al tentativo di due uomini considerati vicini ai clan campani e calabresi di avvicinarsi ad ambienti di Fratelli d’Italia. I suoi dubbi («quelli sono ciarlatani») e i movimenti di Giancarlo Vestiti e Santo Crea documentati nell’inchiesta Hydra
William Alfonso Cerbo, nuovo collaboratore di giustizia nel maxi procedimento «Hydra», ricostruisce la nascita del “sistema lombardo” e svela rapporti con personaggi dello spettacolo
“Mimmo ‘u pisciaiuolu” è stato colpito mentre andava al lavoro in un terreno di sua proprietà ma ha reagito con prontezza salvandosi la vita: si tratta di un nome storico della criminalità della Sibaritide
Il pentito racconta le confidenze in carcere da parte di Diego Mancuso: «La intimidivano ma non ci stava a vendere i terreni». Ascone e l’invasione delle greggi per danneggiare e dare fastidio. La difesa: «Il collaboratore è inattendibile»
Uno dei legali del caso Garlasco riconvocato dalla pm Amerio dopo aver saltato l’invito di ottobre per motivi professionali. Nel 2009 avrebbe firmato assegni per coprire prestiti ricevuti da Gianluca Favara, condannato a 13 anni e 10 mesi
VIDEO | Il destinatario del provvedimento era stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa nel 2019. I sodali lo descrivono «come uomo violento, apprezzato ed elogiato dai capi»
Il Tribunale non accoglie la tesi di una gestione affrancata da condizionamenti mafiosi con il cambio di presidenza: «Contiguità con le cosche per garantirsi tranquillità ambientale»
Sono tre i club in amministrazione giudiziaria. Nel club campano i clan D’Alessandro e Cesarano avrebbero gestito sicurezza e biglietti. In Calabria, la cosca Megna avrebbe condizionato i Vrenna, mentre a Foggia la mafia locale puntava a controllare sponsorizzazioni e assunzioni
Per i giudici le tre denunce presentate dal presidente della società calcistica Raffaele Vrenna prima e Giovanni Vrenna dopo, non hanno «alcuna significativa incidenza»
A Valentia in Festa, Chiara Colosimo invita i giovani alla scelta etica quotidiana: «Ogni gesto, anche sui social, può contribuire al bene comune». Annunciata una relazione sulla ‘ndrangheta al Nord